I
Risate e tonfi dall'appartamento di sopra risuonano
come dobbiamo aver fatto noi a quelli sotto nel nostro primo appartamento.
Iniziando con un innocente pizzicotto sul fianco,
ci afferravamo improvvisamente l'uno con l'altro,
cercando di essere quello sopra, raggiungendo
quei punti vulnerabili che solo noi conoscevamo,
ridendo maniacalmente mentre ci stringevamo,
stretti oltre il respiro, baciandoci.
II
Una macchia sul muro di natura più innocente assomiglia
a quelle che abbiamo lasciato nel nostro primo appartamento.
I nostri corpi blu-notte giravano intorno
come lottatori di sumo sul nostro letto formato king-size senza pediera,
sparando getti bianchi di panna spray,
lanciandoci cumuli di schiuma l'uno contro l'altro e mancandoci,
ridendo mentre si scioglieva e scivolava giù per il muro,
ridendo mentre si asciugava e cementava i nostri corpi insieme.
III
Spazzolandomi i denti, la schiuma in bocca sembra
come l’emulsione che creavamo in quella doccia.
All’apparenza paglierini alla luce delle candele
che filtrava attraverso la tenda della doccia,
ci accarezzavamo nella calda pioggia e nel vapore
intrappolati in quel minuscolo bagno,
e scivolavamo lentamente l'uno sull'altro, lasciando che lo sperma
con il sapone color avorio formassero quella strana miscela tiepida.
IV
Tutta la musica che ascoltavamo là
riporta alle notti in cui sedevamo avvolti l'uno nell'altro,
circondati dal fumo grigio e filamentoso delle nostre sigarette
che pendeva nell’aria immobile dell'estate torrida.
Ci amavamo come non avremmo mai fatto in pubblico,
ridendo del mondo che ci schiacciava,
lasciando che la musica ritmasse i nostri piedi mentre pianificavamo
e sognavamo e promettevamo.