Dov’è il mio dito

di Laura A. Ferrabino

Dove sei, dito maledetto,
che ti cerco ovunque, anche nel letto.
Svanito nel nulla, senza un preavviso,
mi hai lasciata qui, senza sorriso.
Tra cuscini e lenzuola ho rovistato,
ma del mio dito nessuna traccia ho trovato.
L'anima forse ne può fare a meno,
ma io ti rivoglio, dito, intero e pieno!
È sparito, andato in vacanza?
Oppure si è perso... dentro una stanza?
Ma è davvero mio? O è un intruso?
Un dito ignoto? Un falso accuso!
Forse... è finito in cucina
tra pentole e piatti, confusione divina!
O magari è scappato in giardino,
a giocare a rincorrere un palloncino.
Ma io lo aspetto, lo chiamo a distanza.
Senza di te, dito, non c'è sostanza!
Forse ha deciso di prendersi un anno
lontano da me, su un’isola… o forse a Locarno!
Se lo trovi, per cortesia, fallo tornare,
che senza di lui, oltretutto, non so cucinare.
Dito mio adorato, torna da me,
senza son persa, lo sai anche te!
Ma poi sul tavolo ne scorgo un pezzetto,
di sasso rimango col cuore in petto.
L'ho preso, con esitazione,
riattaccarlo o no, la decisione!
Alla fine, ho deciso.
Con un po' di colla,
di riattaccare il dito,
l’osservo... non molla!
Un dito perduto e poi ritrovato,
con un po' di adesivo, è stato aggiustato.
Ora è qui, al suo posto, ben saldo,
e il mio sorriso è tornato spavaldo.
Che avventura strana, che storia infinita,
questa filastrocca alquanto ardita.
Ma state tranquilli, non c'è più mistero:
prometto qui ed ora, è finita davvero!