La luce sorge ad Oriente, e ad Occidente tramonta. Questa è una delle prime cose che ricordiamo di aver imparato da bambini, la prima visibile conseguenza del fatto che il movimento della nostra terra avviene in senso antiorario.
Capitolo 1: Mille volti
Naoko si preparava come tutte le mattine a perdersi cura delle sue piante nel minuscolo appartamento situato nella circoscrizione di Shimogyo (Shimogyo Ward) a sud di Kyoto e sognava di vivere a Nishijin, così immersa nella tradizione millenaria di questo paese. Là avrebbe voluto la sua vita, forse un giorno.
Era una mattina comune, e Naoko si dirigeva verso la stazione della metropolitana per iniziare il suo viaggio quotidiano. Gli occhi bassi, le mani strette intorno alla sua borsa, si muoveva come chi ha percorso la stessa strada mille volte.
Tozai, dall'altra parte della città, si preparava per un identico viaggio, ma ancora non lo sapeva. Il sacrificio inevitabile del ‘guerriero’ alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra ciò per cui essere pagato, ciò in cui essere bravo, ciò che si ama e ciò di cui il mondo ha bisogno: la propria ragion d’essere in un bilanciamento perfetto. Lavorava a Osaka, impiegato nell'industria elettrica, come molti. La sua mente era occupata da schemi e cablaggi e la sua anima apparteneva, nel dualismo radicato di questo contrastante paese, a un mondo di antiche tradizioni.
Entrambi salirono sulla stessa carrozza, uno di fronte all'altro senza notarsi. Era come se il destino, tra la moltitudine di volti sconosciuti, li stesse guidando verso un incontro inevitabile. La folla era densa, e lei si muoveva tra la massa di gente. Era come una foglia trasportata dalla corrente. Come sospesa.
Capitolo 2: Tozai e Naoko
Tozai sollevò gli occhi dal suo libro mentre il treno si fermava alla prossima stazione. Il suo sguardo si incrociò con quello di Naoko. Una frazione di secondo, ma sufficiente per un legame invisibile a formarsi tra loro. Era come se il tempo si fosse fermato per un istante, e Tozai sentì qualcosa di diverso in quel breve contatto visivo.
Naoko era una ragazza poco appariscente, i capelli scuri e brillanti raccolti strettamente dietro la nuca, come previsto dal rigoroso dress-code aziendale. Era commessa in un negozio di tessuti e come il tessuto doveva esprimere la perfezione. Così doveva apparire al pubblico.
Abbassò subito gli occhi, arrossendo appena, e lui tornò a concentrarsi sul suo libro.
Capitolo 3: La cerimonia del Tè
Casualmente, ma sempre più frequentemente, i due si ritrovavano sulla stessa carrozza del treno.
Un giorno Tozai le si avvicinò. "Scusi," disse pacatamente, "ho notato che facciamo lo stesso percorso. Lavoro a Osaka. Lei?" Naoko, sorpresa ma felice, rispose con un sorriso.
Da quel giorno, condivisero la routine quotidiana del viaggio, una piccola bolla di distensione nella frenetica moltitudine di ogni giorno.
La loro passione comune per la cerimonia del tè emerse durante una delle loro conversazioni. Così, decisero di partecipare insieme ad una scuola del tè. Nel cuore di Kyoto, tra giardini zen e gli antichi templi, trovarono una casa del tè in cui avrebbero imparato l'arte del rispetto e della grazia e in cui dimenticare ogni aspetto della vita materiale.
Capitolo 4: Il ritmo della vita e del Tè
Il capitolo del tè inizia qui.
Ogni gesto nella cerimonia, dalla vestizione alle disposizioni degli oggetti e degli ospiti sul tatami, al versare l'acqua e mescolare il matcha, attraversava i principi costitutivi della cerimonia. Tutto aveva un senso, tutto prendeva vita. Spazi di pieno e di vuoto a compensarsi in equilibrio, l'armonia nell'attimo presente.
Il tè, con il suo rituale lento e meditativo, divenne il filo conduttore della loro storia, che proseguì.
Ma per dare spazio alla vostra immaginazione, ho deciso di concludere qui il capitolo e il mio racconto, con un sorso condiviso di tè e con i loro cuori mescolati come la polvere di matcha in una tazza.