TRE
Curtis Perry si era addormentato nel soggiorno guardando un vecchio film horror che aveva dedicato fin’anche troppo tempo al didietro nudo di Donald Sutherland.
Si svegliò immerso nella tenue luce rossa del menu del DVD, svegliato dal continuo borbottio armonico che si ripeteva sullo schermo. Il suono delle corde tese cresceva di tono e ritmo per interrompersi e per poi ricominciare di nuovo.
E si era svegliato incapace di muoversi.
Disse al suo corpo di alzarsi, ma non successe nulla.
Pensando di non essere completamente sveglio, cercò di scuotere la testa, ma non ci riuscì.
Un movimento all'ingresso della cucina alla sua sinistra attirò la sua attenzione, ma non riuscì a girare la testa o muovere gli occhi per seguirlo.
<Devo aver avuto un qualche tipo di evento neurologico,> pensò. <Un TIA, un piccolo ictus, o forse sto ancora sognando. Un sogno spaventoso per via del film.> Pensò che avrebbe dovuto sognare dei bambini fantasma con gli impermeabili se avesse avuto qualcosa a che fare con Donald Sutherland...
La variazione di luce all'ingresso della cucina si manifestò di nuovo, ma Perry non riuscì a rialzarsi né a girare la testa per vedere cosa fosse. <E’ Passata una macchina o un uccello è volato vicino al lampione della strada.> Sapeva che non poteva essere stato nulla all’interno della casa perché l'unico suono che sentiva era quello di un rapido stridio di corde, sempre la stessa sequenza di suoni dal televisore. L'unica luce proveniva dallo schermo e da un bagliore fioco dalla finestra della cucina dietro l'angolo.
Perry fece tutto il possibile per cercare di alzarsi, ma non riuscì neanche a dondolarsi sulla sedia. <Se riesco a cadere a terra, forse posso raggiungere il telefono cellulare sul mobile della TV o il telefono in cucina.>
Il cambiamento di luce dalla cucina fu più pronunciata la terza volta. Non si muoveva con un movimento fluido, come i fari delle auto che passano o l'ombra di un animale in movimento. Sobbalzava, tremava, si ripeteva in un loop epilettico. Pensò di aver visto l'orlo di un vestito o di una vestaglia. Poteva qualcuno essere in casa con lui?
Perry cercò di emettere un qualche suono per avvisare che aveva bisogno di aiuto, ma non riuscì a far uscire nulla.
Nel secondo o due di silenzio tra la fine di un trillo di corde e l'inizio del successivo, Perry sentì un mormorio, come un ringhio. Non riusciva a distinguere le parole. Aspettò che la musica ritornasse nei pochi secondi di silenzio e si sforzò di ascoltare. Sembrava come se qualcuno parlasse al contrario, un sussurro ruvido e cupo che lo fece raggelare fino al punto di avere i brividi nonostante il calore che stava generando nel tentativo di muoversi.
Non voleva sentirlo di nuovo.
L'orlo della vestaglia ora fluttuava appena dentro il suo campo visivo. Sembrava sopra la visibile e sottile fessura del pavimento della cucina e allo stesso tempo sembrava fondersi con essa.
La musica si fermò; la voce, che non era una voce umana, tornò. Perry voleva urlare, ma non riusciva ad aprire la bocca. Lo schermo della televisione divenne nero. Di colpo la musica si fermò. Il ringhio minaccioso veniva da appena dietro il suo orecchio; fu allora che si rese conto di poter aprire la bocca.
Finalmente, nel suo ultimo respiro, riuscì a urlare.