Emergere sul limite del sonno

Anima nel sangue.

SETTE

Gabriel aprì un solo occhio e sorrise. Poteva vedere la curva di una coscia muscolosa proprio dietro la sua. Sentiva un corpo che lo premeva delicatamente contro la schiena, abbracciandolo. Sogno erotico, pensò, con un sorriso soddisfatto. <Molto meglio di un sogno con un intruso.> Si spinse all'indietro contro il corpo del suo amante immaginario e allungò la mano per tirare il braccio atletico intorno al suo torace. Chi sarebbe questa volta? Clooney? Daniel Craig? Magari Gary Dwire della seconda superiore.

“Non ho molto tempo,” disse una voce calma non familiare.
Il braccio si strinse e poi si allentò.

“Questo è il mio sogno.” disse Gabriel. “Hai tutto il tempo che dico io.”

“Stai dormendo e non stai dormendo.” La voce era un sussurro che solleticò l'orecchio di Gabriel. “Sei sul limite del sonno. Finché ti tengo qui, posso parlare. Ma, come ho detto, non ho molto tempo.”

Gabriel si girò leggermente e passò le dita tra una ciocca riccia di peli tra i due grandi, graziosi capezzoli. Aprì la bocca e alzò lo sguardo; la battuta intelligente che era pronto a fare gli si inceppò sulla lingua.
Titus Dean.

“Ah,” disse Gabriel, ritrovando la voce, “non riesco nemmeno a sognare di un uomo vivo. Questo è pazzesco sotto tanti punti di vista."

Titus gli sorrise tristemente e disse: “Il tuo visitatore di ieri sera tornerà presto. Sono qui per scusarmi nel caso in cui ciò sto per fare non dovesse funzionare.”

Gabriel lo fissò. “Non ho idea di cosa tu stia parlando.”

“E non dovresti; credo che davvero tu non abbia bisogno di saperlo. Ti basti sapere che ho fatto incazzare la persona sbagliata, il potere sbagliato, l'entità sbagliata, chiunque o qualunque cosa essa sia. E l'eradicazione di Titus Dean è diventata il suo principale obiettivo. Apparentemente eliminandomi fino alla mia ultima goccia di sangue ed eliminando tutti coloro che ne sono entrati in contatto. Un fotografo della polizia e un detective sono già morti a causa mia. Non sono riuscito a salvarli. E Non voglio essere la causa anche della tua morte.”

Gabriel scosse la testa.

Titus mise un dito sulle labbra di Gabriel "Non devi pensare a nulla. Devi solo dormire e cercare di non avere paura; questo è ciò che lo alimenta."
Le palpebre di Gabriel diventarono davvero pesanti. Avrebbe voluto dire di più. Era il suo sogno sexy, avrebbe voluto fare di più… ma la sua testa sembrava di piombo e i suoi occhi si chiusero.
Sentì le labbra sfiorare le sue… poi ebbe paura. C'era qualcuno nel corridoio, proprio fuori dalla porta della sua camera da letto, qualcuno di minaccioso.

Aprì gli occhi, ma non poteva muoversi. Poteva vedere Titus Dean, nudo e vestito contemporaneamente, due versioni dell'uomo nello stesso spazio, sovrapposte l'una all'altra. Dean era in piedi accanto al letto, di fronte alla porta del corridoio. Disse qualcosa che Gabriel non riuscì a comprendere bene. Qualunque cosa fosse, causò agitazione nell’ombra nel corridoio.
Gabriel osservava e cercava di placare la paura che gli cresceva dentro.

Dean, ora indossando una leggera vestaglia che strisciava per terra, si avvicinò alla porta.
Le ombre nel buio oltre la porta tremarono e si scomposero in qualcosa di curvo e vagamente simile ad un uomo. Mani appuntite penzolavano dalle maniche della sua tunica, e l'oscurità sotto il cappuccio sembrava contorcersi. Entrò nella stanza.

Dean si posizionò tra quella cosa nel corridoio e il letto di Gabriel. La creatura diede una sferzata con le sue dita bluastre e sottili. Affondò le mani nel corpo di Dean e lo squarciò.

A Gabriel sembrò come se Dean fosse un'immagine proiettata su uno schermo lacerato. Frammenti di lui in aria.
Si muovevano in un movimento aereo che Gabriel non riuscì a percepire. Si avvolsero attorno alla figura curva sulla soglia, immobilizzandone le braccia lungo i fianchi. Dean sembrava un panno che si disfaceva, e i fili di cui era costituito stavano avvolgendo l'intruso. Man mano che Dean svaniva, la figura nel corridoio sembrava sempre più dissolversi. Si contorceva nel suo bozzolo e poi, con un suono simile a quello dell'acqua che risuona lungo un tubo e in un lampo di luce intensa, i due svanirono.

Gabriel si rese conto di potersi sedere. Non aveva idea di cosa avesse visto... o se fosse stato un sogno, un pezzo di carne non digerito, una macchia di senape, una briciola di formaggio. Non sapeva se voler scoprire cos’era. Pensò che avrebbe potuto chiedere in giro se un detective e un fotografo del BPD fossero morti negli ultimi due giorni. Forse lo avrebbe fatto. Forse avrebbe lasciato tutto come se fosse stato un folle sogno sexy andato terribilmente male.

Era stato bello aver avuto un uomo nel suo letto, anche se fosse stato un'allucinazione... un sogno... una visione? In ogni caso era un uomo morto, e Gabriel si sentì più che mai pronto a tornare tra i vivi.