Non cubica, non ovale, non cilindrica, non piramidale, ma sferica

Curva, infinitamente curva.

Una notte di Luna piena, Maria si trovava sul ciglio di un burrone, una lettera tra le mani. Guardò il cielo, cercando le parole giuste per esprimere la gratitudine che sentiva nel cuore.

"Non cubica, non ovale, non tubolare, non appuntita, ma sferica!", sussurrò, mentre il vento portava via le sue parole. Era il modo in cui descriveva il loro amore: perfetto nella sua rotondità, completo e senza fine.

Con un sospiro, Maria aprì la lettera e iniziò a scrivere. Ringraziava con frammenti di ricordi condivisi, sorrisi e abbracci che avevano creato il tessuto della loro storia.

Quando finì, piegò la lettera con cura e la lasciò sul terreno, vicino al precipizio. Poi, alzando gli occhi al cielo, vide la Luna brillare ancora più intensamente.

"Per te, bella Luna," disse, strizzando l’occhio. "Perché sei la custode dei nostri sogni e la luce che mai si spegne."

E così, con la Luna come testimone silenziosa, Maria lasciò andare la sua gratitudine nell'infinito cielo, quel sentimento perfetto, per sempre accompagnato dalla sua luce anche nelle notti più buie.